Titolo originale: The immigrant
Titolo italiano: L’emigrante
Regia: Charlie Chaplin
Anno: 1917 - Nazione: USA
Genere: comica – Durata: 24 minuti
Produzione: Mutual Film Corporation
Didascalie: it – Immagine: BN
Attori principali: Charlie Chaplin, Edna Pruviance
Trama: Sul piroscafo della speranza sono ammassati gli emigranti diretti nel nuovo mondo per ricostruirsi una vita migliore. Tra questi un vagabondo dall’aria comunque allegra che racimola dollari giocando a dadi e a carte. La campana del rancio interrompe l’attività e raccoglie i passeggeri nella sala mensa che pare sconvolta dalla furia dell’oceano. In sala entra anche una giovane donna che colpisce Charlot. Al ritorno sul ponte la giovane si accorge che alla madre è stato sottratto il denaro di cui esse disponevano, commovendo Charlot che le fa dono del proprio, vinto al giuoco. La vista della Statua della libertà annuncia l’arrivo a destinazione e le vite degli emigranti si dividono per prendere ognuna la propria direzione. Charlot, in preda alla fame, trova una moneta ed entra in un ristorante dove ha a che fare con un irascibile cameriere. Coltello e forchetta non consentono una consumazione adeguata dei fagioli ed il metodo alquanto poco ortodosso adottato da Charlot, finiranno per disgustare il vicino che abbandona il locale, in un angolo del quale il vagabondo scorge la ragazza incontrata sul piroscafo e, presentatosi, la invita al suo tavolo offrendole la consumazione, apprendendo, dal lutto esibito, della scomparsa della madre. Nel locale un cliente cui mancano 10 centesimi per il conto, viene malmenato dai camerieri. Charlot scopre con terrore di aver smarrito la sua moneta e già si prefigura la sorte che lo attende, quando gli si profila la salvezza nelle vesti di un cliente pittore che, attratto dalla bellezza della ragazza, proponendole un ritratto, e saldando il proprio conto, consente a Charlot di pagare con la mancia per il cameriere. L’appuntamento nello studio dell’artista è fissato per il giorno successivo, così Charlot si fa anticipare qualcosa col quale propone alla giovane amica di contrarre licenza matrimoniale. Alla fine, raggiante acconsente, trasportata di peso dentro l’ufficio pratiche familiari dove un impassibile funzionario provvede al disbrigo della pratica.
Storia: Nato da due discreti attori di varietà con entrambe problemi con l’alcool, iniziò da bimbo a lavorare prima nel circo e poi in teatro. Con la compagnia di Fred Karno, dove lavorava con il fratello maggiore Spencer e con un certo Stanley Jefferson (meglio conosciuto come Stan Laurel), si recò due volte in tournee negli Stati Uniti e, la seconda volta, venne notato da Mack Sennett che, colpito dal suo stile improvvisativo e dalla sua straordinaria capacità espressiva, lo scritturò per la sua casa di produzione cinematografica, la Keystone, per la quale girò nel solo 1914 ben 35 cortometraggi. Egli non scriveva nulla, aveva in mente il film dall’inizio alla fine e lo descriveva agli altri attori durante le riprese. Già al suo secondo film si delineò il personaggio con bombetta e bastoncino che lo rese immortale in tutto il mondo e da li, la carriera fu a dir poco fulminante. Nel giro di pochi anni, dopo vari contratti sempre più ricchi, arrivò ad avere degli studios personali e fondò con Mary Pickford, Douglas Fairbanks e David Wark Griffith la United Artists Corporation. Parecchi suoi film sono ormai pietre miliari della storia del cinema, basta citare “Il vagabondo”, “Il monello” o “La febbre dell’oro”, ed il suo personaggio, il “vagabondo” appunto, rimase sempre muto e girò il suo ultimo capolavoro “Tempi moderni” nel 1936, quando il sonoro aveva già preso piede da ben 9 anni. Dopo quest’ultimo film, pensò di convertirsi anche lui al sonoro, senza però indossare più la bombetta ed il bastoncino di bambù e, nel 1940, in piena Seconda Guerra Mondiale, girò “Il grande dittatore”, coraggiosissimo film con il quale ridicolizzò senza paura Adolph Hitler. Da sempre dichiarato ateo, la sua vita sentimentale è stata piuttosto travagliata e, nel 1952, venne accusato dal senatore Joseph McCarthy di comunismo e di conseguenza espulso dagli USA. Si stabilì così in Svizzera, dove morì circondato dai suoi numerosi figli il giorno di Natale del 1977.
RADIO DAYS Movie
Il progetto: Questa comica fa originariamente parte di un progetto chiamato “Chaplin in super 8” che prevede la proiezione del film con proiettore analogico in formato super 8. Il progetto è previsto per l’accompagnamento in solo pianoforte.
Le musiche: per questo film sono state scritti ed arrangiati per pianoforte 18 brani musicali di seguito elencati; tra parentesi la numerazione progressiva.
Per nave (956) – 3/4 moderato
Il rollio 1 (957) – 5/4 medium
Charlot, lui 1 (958) – 4/4 swing
La ragazza e il pittore (959) – 3/4 romant. mod
Il rollio 2 (960) – 5/4 medium
Il carrozzone (961) – 4/4 medium swing
Edna Pruviance 1 (962) – 6/8 moderato
L’accoglienza (963) – 4/4 slow / mosso
Charlot, lui 2 (964) – 4/4 swing
Beans (965) – 3/4 spensierato
Edna Pruviance 2 (966) – 6/8 moderato
Il rollio 3 (967) – 5/4 medium
Panico e caffè (968) – 4/4 tensione
Emigrante libero 1 (969) – - libero
La moneta (970) – 3/4 mosso
Emigrante libero 2 (971) – - libero
Charlot, lui 3 (972) – 4/4 swing
Bagnati e felici (973) – 11/8 medium
Le esecuzioni dal vivo: Prima del progetto “Chaplin in super 8” allo Spazio Ramé di Trento il 9 maggio 2026.




