Radio Days Dixieland band

RADIODAYS - TRENTO

Tutto ebbe inizio dal mio incontro con Maurizio Ghezzer (detto “Franky” per la sua passione per Frank Sinatra) a casa del batterista Elio Concadoro che ci convocò per creare un gruppo funky. In breve, sia io che Franky ci rendemmo conto che non eravamo adatti al genere, però chiacchierammo e ci accordammo per una prova con il bassista Stefano Bettini, che già suonava con me nel “Modest Jazz Quartet”.

La prima data fu nel 1995, all’interno di una banca per “Telethon”, poi nel gennaio del 1996 l’incontro con Luca Rubertelli (con cui suonavo nei “Treni blu“) nel locale “Giubbe Rosse” di Trento e l’intesa fu immediata. Come trio poi ottenemmo in febbraio un ingaggio al Grand Hotel Trento: Franky suonava la batteria e nel contempo cantava e quindi il sound del trio, in realtà, era quello del quartetto con voce. Il repertorio comprendeva tanti classici nello stile di Sinatra e le prove si facevano nel soggiorno di casa, dato che vivevo da solo ed avevo dei vicini molto tolleranti. Suonando con diversi gruppi talvolta capitava di mescolare le formazioni e fu così che i Radio Days, con l’intento anche di ampliare il repertorio con un po’ di brani strumentali, da trio divenne quartetto integrando il chitarrista Gabriele De Feo che già suonava con me nel trio “Soft Tone”.

Sempre nel 1996 conobbi Claudio Lombardi che prese parte con il basso ad una poco felice avventura, la “Swing Family”: 9 elementi che tentavano di riprodurre il suono di una grande big band. In altri contesti poi frequentavo altri due musicisti che, sin da allora, comparvero sul palco con i Radio Days e che, in seguito, avranno un ruolo importante: Michele Tamanini ed Adriano Corà.

Radio Days quintet - Bettini, Kettmaier, De Feo, Ghezzer e Corà

 

Nel 1997 decidemmo di preparare un repertorio completo di canzoni italiane degli anni 30 e 40, le canzoni dell’EIAR (oggi RAI), che presentammo per la prima volta il 7 febbraio, nell’atrio dell’Auditorium di Trento. Si alternò quindi il repertorio americano con quello swing italiano e, nel frattempo, il gruppo diventò ufficialmente un quintetto con l’inserimento fisso di Adriano Corà al sax tenore ed al clarinetto. Sempre in quell’anno, Stefano Bettini decise di lasciare la formazione e venne sostituito da Claudio Lombardi. Prima sua data ufficiale con i Radio Days: 25 aprile 1997 , festa della Liberazione alle Giubbe Rosse con le musiche dei tempi dello sbarco degli alleati, italiane ed americane. Con la scomparsa di Frank Sinatra nel 1998 , i Radio Days gli dedicarono un tributo e, per questa volta, Franky cantò senza suonare la batteria, affidata per l’occasione ad Aurelio Laino. Per un periodo dedicammo del tempo alla musica latino americana poi Franky, cronicamente appassionato della musica Dixieland, iniziò a studiare prima la cornetta e poi il trombone e ci coinvolse nel provare un repertorio nuovo, stravolgendo completamente la formazione del gruppo. A Claudio venne messo in mano un banjo con metodo per autodidatta, io suonavo il basso elettrico (dell’amico Maurizio Omologo), Franky quindi il trombone ed Adriano il clarinetto, più avanti sostituito da un sassofono soprano. Gabriele preferì suonare solo il repertorio swing che iniziammo un po’ a trascurare ed, in seguito, lasciò il gruppo.

In versione quartetto swing con Armando Marcon alla batteria e Franky come cantante e trombonista, per l’ultimo dell’anno del 1999 i Radio Days si esibirono in piazza del Duomo a Trento, prima di una spettacolare esibizione di un gruppo di pattinatori russi.

La “Radio Days Dixieland Band” iniziò ad avere un sound veramente New Orleans solamente quando il trombettista Michele Tamanini entrò definitivamente nel gruppo e quando abbandonai il troppo moderno basso elettrico in favore del più adatto basso tuba. L’otto aprile del 2000 la prima esibizione live della dixie band: un concerto lezione assieme al Corpo Musicale di Gardolo (che mi prestò gentilmente per anni il basso tuba). Tra le date memorabili, quella al Grand Hotel Lido di Venezia, Kempten in Germania in teatro ed in una grande birreria, la partecipazione ad una trasmissione di Radio Rai 2 con Ernesto Goio e, soprattutto, una splendida giornata passata per le calli di Venezia a suonare “a cappello”. Asiago, Cavalese, Riva del Garda, Levico, Folgaria, sono luoghi in cui si tornava di anno in anno e non si rifiutavano anche le date più “commerciali” come la volta in cui ci esibimmo tutti e cinque a bordo di una Multipla per le strade di Mori, in occasione della presentazione del nuovo modello Fiat.

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Le esibizioni dal vivo si susseguono; anche Franky dovette lasciare per impegni familiari e venne sostituito dal bravo trombonista Fabrizio Carlin, con il quale si instaurò subito un ottimo feeling sia umano che musicale. Anche Luca Rubertelli entrò nel vortice dixieland per sostituire o affiancare Adriano difatti, per far fronte a tutti gli impegni, la formazione di volta in volta subì varie mutazioni. Fra gli ultimi importanti appuntamenti, la partecipazione al “Portello River festival” di Padova edizione 2006 , in zattera sul canale Piovego, in un’atmosfera magica da vero Mississippi. Col passare del tempo però l’entusiasmo venne meno, un po’ perché non si provava più ed il repertorio si fossilizzò ed un po’ perché, per sopraggiunti impegni un po’ di tutti, venne a mancare anche la disponibilità ad organizzare i sempre più occasionali concerti. Così la dixie band si sciolse e per un po’ i Radio Days si fermarono.

L’amicizia però resta e, quando Franky nell’autunno del 2008 mi contattò per tornare a suonare il pianoforte insieme a Claudio e Luca in un ristorante, accettai molto volentieri: sarà come aver smesso il giorno prima, perché l’intesa e l’affiatamento si ricreano immediatamente. Il gruppo quindi c’è, però, per non affossarci nel repertorio che suoniamo ormai da oltre quindici anni, decido di provare un’esperienza nuova: realizzare delle musiche originali per un film muto da eseguire poi dal vivo durante la proiezione. Dopo quasi due anni di preparazione, la “prima” della nostra nuova musica per “Berlino, sinfonia di una grande città” si terrà il 26 novembre 2011 al bar letterario di Trento Bookique.

Dopo questa esperienza, nell’ottobre del 2012 è nata una nuova formazione dedicata esclusivamente alle colonne sonore con il nome “Radio Days movie”, con la caratteristica di variare musicisti e formazioni a seconda del progetto e della sua destinazione e, dal 2011 ad oggi, di lavori ne sono seguiti parecchi. Inizialmente nel gruppo, oltre al sottoscritto ed a Claudio, i nuovi acquisti compresero il clarinettista e sassofonista (baritono) David Andreatta ed i batteristi Thomas Samonati e Roberto Prudel, che si alternavano a seconda dei progetti. Dall’autunno 2013 è poi tornato il trombonista Fabrizio Carlin, che attualmente è in forze in diversi progetti con il cinema muto in combinazioni che vanno dal duo al quintetto. Con maggio 2014 Sergio Decarli ha sostituito i due batteristi e, dall’autunno 2014 si è aggiunto il giovane talentuoso Demetrio Bonvecchio, che si alterna occasionalmente a Fabrizio al trombone. Con il progetto “Histoire de detective” del 2016 si è aggiunto anche il polistrumentista di Bolzano Ivan Marini, che suona con il gruppo il sassofono soprano, il contralto, il clarinetto, il clarinetto basso ed il flauto traverso. Grazie alla collaborazione con la scrittrice e narratrice Francesca Girardi, sempre nel 2016 si prova una nuova esperienza, ovvero il commento musicale a delle fiabe lette ai bambini. Quindi nuovo nome, “Radio Days kids“, e formazione comprendente David, Fabrizio, Michele e Claudio. Con questo ensemble si è registrato presso lo studio di Orizzonti Sonori di Pergine un CD con tre racconti inediti e, naturalmente, musiche originali.

Ultima novità del gruppo sta nel recupero in organico del helicon e del basso tuba suonato dal sottoscritto in alternativa al pianoforte, sempre nell’ottica di proporre musiche e suoni nuovi nei progetti per il cinema muto.

Michele Kettmaier – marzo 2018 ©

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